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Il piacere dell'"Home Entertainment"

Molti adolescenti la cui scoperta del piacere sessuale è avvenuta tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni del nuovo millennio, spesso raccontano di un momento che potremmo definire rituale ed estremamente erotico: la masturbazione di gruppo, ovviamente tra maschi. La lenta scomparsa dei  cinema “a luci rosse” e, soprattutto, l’esplosione del cosiddetto “Home Entertainment” hanno inesorabilmente cambiato la fruizione del porno e l’esperienza del godimento. La comparsa delle VHS, infatti, ha permesso a molte persone di portarsi il cinema dentro casa guardando e riguardando scene, spezzoni o addirittura interi film che prima erano accessibili esclusivamente nelle sale cinematografiche.

Le edicole, i pochi sexy shop sparsi sul territorio, gli scambi clandestini tra amici diventano i nuovi luoghi del piacere insieme ai salotti o alle cantine dotate del nuovo feticcio del tempo: il videoregistatore. Questo diventa portale d’accesso a mondi e a pratiche sempre più variegate e ricercate. Il gusto erotico si affina e, al contempo, l’intrattenimento porno inizia il suo percorso che lo porterà a diventare un prodotto di massa. Visto che il godimento può essere anche un momento condiviso – oltre al fatto che il videoregistratore non è posseduto da tutti – saranno in molti a sperimentare la masturbazione di gruppo davanti a film che raccontano le avventure di professoresse porche, adolescenti perverse o mogli libidinose. Un mondo per lo più eteronormato in cui però è possibile esplorare fantasie – e ripetuti orgasmi – da soli o seduti tutti insieme sul divano di un amico. Deridendo la faccia contratta dal piacere del compagno di classe, mettendo a confronto le dimensioni dei falli presenti o impegnati sullo schermo, giocando a chi viene prima o a chi viene dopo. Un momento omoerotico in cui le soggettività non eterosessuali possono godere da vicino di corpi eccitati altrimenti inaccessibili. Tutti insieme, tra un’eiaculazione e una risata, si diventa uomini.

Il piacere collettivo è un gesto che plasma le identità e  grazie all’attivismo – femminista prima e queer in seguito – questo spazio viene restituito (anche) ad altre soggettività. La masturbazione condivisa diventa gesto politico – oltre che personale – attraverso cui ri-appropriarsi del piacere collocandolo sulla scena pubblica e inserendola tra le pratiche di emancipazione e di autodeterminazione. Sarà però la rivoluzione di internet a permettere a coloro che erano state per lo più escluse dall’accesso alla pornografia di potersi confrontare su larga scala con immagini, video, pratiche e immaginari sessualmente espliciti. Questi popolavano eccome le loro fantasie e i loro desideri, ma si sa, il piacere femminile o non eteronormato è stato a lungo un tabù e, se gli adolescenti di oggi sembrano ancora non farsi troppi problemi a parlare apertamente di seghe e sborrate mentre le loro coetanee spesso ci tengono a dire che loro no, queste cose non le fanno, probabilmente c’è ancora molto da fare.

E molto da godere.

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